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Cosa vedere a Firenze

Hai deciso di organizzare una vacanza veloce per staccare la spina e allontanarti dallo stress del lavoro? Scegli Firenze come meta ideale per trascorrere momenti davvero piacevoli con il tuo partner o la tua famiglia. Questa splendida città, infatti, accoglie ogni anno milioni di turisti che restano affascinati dalla bellezza rinascimentale dei palazzi e dalla sensazione magica che aleggia nell’aria tra opere d’arte e facciate dipinte dagli artisti più importanti.

Vuoi vedere tutto di Firenze ma hai poco tempo a disposizione? Abbiamo scelto per te i punti turistici che vale la pena visitare. Leggi e segui l’itinerario e decidi cosa vedere a Firenze.



La Galleria degli Uffizi

L’edificio, che ospita la Galleria, fu costruito nel XVI secolo per volere di Cosimo I che affidò il progetto al Vasari con l’intento di unire le tredici Magistrature, collocate fino ad allora in zone diverse della città. Morto il Vasari, il disegno passò prima a Buontalenti e poi Alfonso Parigi. La Galleria degli Uffizi, oggi, si alza su due piani e contiene migliaia di opere d’arte come voluto da Francesco I, appartenente alla Casa de’ Medici. Dalla biglietteria si sale al primo piano attraverso il corridoio Vasariano e si accede alle sale del Gabinetto dei Disegni e Stampe. Accanto si trova la Biblioteca. Salendo al secondo piano si entra nel vivo della Galleria dove sono esposte opere della collezione medicea, da Giotto, Cimabue, Lorenzo Monaco, Agnolo, Gaddi, Beato Angelico, Paolo Uccello, il Pollaiolo, Piero della Francesca, Botticelli, Perugino. Sempre sullo stesso piano si possono ammirare anche altre opere della tradizione fiorentina del 1500, come Michelangelo, Raffaello e del XVI secolo con Tintoretto e Barocci.



Palazzo Pitti

Realizzato per voler di Luca Pitti, noto mercante fiorentino, nel XV secolo, il progetto del Palazzo fu affidato prima al Brunelleschi e poi a Fancelli e il complesso si sviluppò sul colle di Boboli, vicino l’abitazione di Pitti che fece costruire anche la grande piazza adiacente. Venduto alla Famiglia de’ Medici e arricchitosi di drappelli monumentali ed artistici sotto dominazione medicea il Palazzo, nel corso degli anni, subì significativi ampliamenti fino all’Unità d’Italia con l’incursione Savoia.

 

 

Giardino dei Boboli

Cosimo de’Medici, dopo aver acquistato Palazzo Pitti, affidò prima a Tribolo, poi al Vasari, ad Ammannati e Buontalenti la progettazione del Giardino dei Boboli. Dall’Anfiteatro si raggiungono la Fontana dell’Oceano del Giambologna, la Grotta di Madama e la Grotta Grande. Da qui, poi, la celebre Fontana del Forcone e l’Obelisco egiziano, collocato nel 1789. Il Giardino si estende dall Collina dei Boboli fino a Porta Romana.

 

 

 

Basilica di Santa Croce

L’architetto Arnoldo di Cambio pose la prima pietra il 3 maggio 1294 e innalzò quello che oggi è considerata la più grande testimonianza di arte gotica in Italia. La Basilica, che venne consacrata da Papa Eugenio IV nel 1442, presenta una pianta a T con tre navate interne, un coro e diverse cappelle ricoperte di affreschi di Giotto. La facciata venne completata nel 1857-63 mentre nel 1434-45 venne eretta la Cappella del Noviziato con le opere del Brunelleschi. Nella Basilica sono stati sepolti Galileo, Michelangelo, Ugo Foscolo e Vittorio Alfieri.

 

 

La Basilica di Santa Maria del Fiore

La Basilica, che segue un architettura gotica, nel 1412 fu intitolata a Santa Maria del Fiore che simboleggia il giglio, tipico simbolo della città. La prima costruzione risale al 1296 grazie alla maestria di Arnoldo di Cambio, che ne seguì i lavori fino alla sua morte. A lui subentrò, dal 1334 al 1337, Giotto che si dedico alla definizione del Campanile, portato a termine solo tra il 1349 e 1359 con Francesco Talenti. Brunelleschi e Ghiberti, poi, eressero il Campanile. Nella Basilica si possono ammirare affreschi e opere dei più grandi artisti dell’epoca, come Paolo Uccello che decorò l’orologio della facciata interna e il Giudizio Universale di Vasari e Zuccari. Nel Museo del Duomo è conservata la Pietà di Michelangelo.

 

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